Social detox: disconnettersi per essere più creativi

a Vieste presso la Ripa

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Il social detox è quella pausa rigenerante che non pensavi di dover fare, ma di cui probabilmente hai urgentemente bisogno.

Potrebbe sembrare un controsenso, soprattutto in un’epoca in cui essere sempre connessi è quasi un requisito professionale.

Eppure, spesso è proprio l’iperconnessione a ostacolare la capacità di concentrarsi e lavorare in modo produttivo.

Staccare dai social, anche solo per 48 ore, non significa rallentare: al contrario, è un atto strategico.

Consente di fare spazio nella testa, recuperare energie fisiche e ritrovare il giusto equilibrio tra notifiche da leggere, scroll alla ricerca d’ispirazione e contenuti da pubblicare.

Digiuno social: di cosa si tratta e perché è utile

Secondo il Global Digital Report 2024 pubblicato da We are social, i profili attivi sulle principali piattaforme di social network sono più di 5 miliardi e ciascun utente resta connesso in media 6 ore e 40 minuti al giorno.

Non si tratta solo di bambini e adolescenti: anche chi lavora quotidianamente con i social, come content creator, blogger, social media manager e digital strategist, è esposto al rischio concreto dell’iperconnessione.

Uno studio condotto in Spagna dall’INSST (Istituto Nazionale per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro) nel 2023, evidenzia come i lavoratori del mondo digitale siano frequentemente esposti ad ansia da prestazione, stress e iperstimolazione.

Proprio per questo, sempre più professionisti si stanno rendendo conto che per essere davvero creativi e performanti, è necessario ritagliarsi una pausa dal bombardamento costante di messaggi in direct e interazioni.

social network
credits: Gerd Altmann da Pixaby

Il social detox infatti, non è altro che un atto di disconnessione consapevole, un modo con cui riaccendere la creatività semplicemente spegnendo lo smartphone.

Social detox: come 48 ore offline mi hanno cambiato la vita

Fino a poco tempo fa, quando tornavo a Vieste (la città dove sono nata e cresciuta) anche solo per qualche giorno, il mio sguardo era inevitabilmente rivolto alla ricerca di contenuti da estrarre per i social.

Ogni vicolo, scorcio o tramonto veniva filtrato dalla mia mente come una potenziale foto o story per Instagram.

Il centro storico a strapiombo sul mare, il vecchio faro, la silhouette del campanile della cattedrale, ogni dettaglio sembrava un’opportunità da condividere, come se il mio legame con quel luogo dipendesse da quanto fosse interessante per i follower.

La mia visita, che avrebbe dovuto essere un momento di relax e divertimento, finiva per diventare un lavoro a tempo pieno.

E poi, qualche mese fa qualcosa è cambiato.

Venivo da un periodo particolarmente stressante: scadenze che si accavallavano, progetti da consegnare, contenuti da pubblicare, idee da sviluppare.

Mi sentivo sopraffattatta e non riuscivo più a distinguere i momenti di pausa da quelli di attività.

È stato allora che ho ricevuto l’invito a partecipare ad una cerimonia di famiglia, un’occasione che in passato avrei vissuto come il momento perfetto per creare contenuti super instagrammabili, indossando abiti stupendi in location da favola.

Questa volta, però, sentivo che sarebbe andata diversamente.

Ho lasciato lo smartphone in modalità silenziosa, ho scattato pochissime foto e non ho condiviso sui social alcun post, tantomeno pensato alla performance.

alba a Vieste

Sono stati sufficienti due giorni senza social, per permettermi di tornare ad apprezzare il silenzio di una piazza vuota all’alba, le chiacchiere senza distrazioni con amici e familiari, il viavai delle onde che si infrangono sulla spiaggia.

Offline per riconnettersi: quando il digiuno dai social risveglia la creatività

Per la prima volta dopo tanto tempo, ho sentito di essere davvero lì, senza dover pensare a come raccontarlo.

Potrà sembrare paradossale ma è proprio grazie a quella disconnessione che ho stabilito una connessione più profonda con me stessa e con il luogo in cui ho trascorso l’infanzia e l’adolescenza.

La capacità di osservare ciò che mi circonda senza il bisogno di documentare tutto, mi ha ricordato quanto sia prezioso il presente, quello reale.

Avere la mente libera e leggera inoltre, mi ha permesso di accogliere emozioni, sensazioni e stati d’animo senza alcuna paura, e mi ha dato l’ispirazione per nuove idee.

Le ho appuntate una ad una e vi posso assicurare che tra queste, ce ne sono molte che hanno dato vita a nuovi contenuti per i social.

Guida pratica al social detox: 5 passi per iniziare subito

Chi desidera sperimentare i benefici di un social detox, potrebbe iniziare con alcuni semplici consigli pratici.

  • Prepara i contenuti in anticipo: se devi garantire l’uscita di post, pianifica tutto prima di staccare, sfruttando le opzioni previste gratuitamente dalle piattaforme social.
  • Accedi solo per rispondere a messaggi urgenti: apri l’app una volta al giorno per rispondere ai messaggi o ai commenti.
  • Metti il telefono fuori dalla vista: per evitare di controllare le notifiche ogni cinque minuti, posiziona il telefono in un’altra stanza o all’interno di una borsa.
  • Sgombra la mente e appuntate i pensieri: usa il tempo offline per riflettere su come ti senti e annota cosa vi passa per la testa. Puoi scrivere riflessioni, idee e stati d’animo sullo smartphone o su un taccuino.
  • Non vivere il digiuno dai social come una rinuncia: se ti capita di dare una sbirciatina ogni tanto, non sentirti in colpa. Il social detox è un’opportunità, non un obbligo. Vivi quel momento come una piccola parentesi all’interno di una giornata a cui stai dando concretamente valore.
davanti al pc

Da quel weekend, il social detox è diventato una pratica essenziale della mia strategia professionale.

Non è solo l’occasione di prendersi una pausa dall’intensa attività lavorativa, ma un momento che pianifico con estrema cura e attenzione, proprio come uno dei miei viaggi.

Ogni volta che stacco, anche solo per uno o due giorni, torno con idee più nitide ed una maggior consapevolezza di cosa voglio comunicare online.

E tu, ti senti pronto per il primo social detox?

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6 risposte

  1. Purtroppo, essendo una blogger, devo pubblicare spesso sui social e al tempo stesso guardare i contenuti dei colleghi, e devo dire inizio a sentirne il peso. Da sempre non ho mai condiviso nulla della mia vita privata e sto iniziando anche a godermi qualche viaggio senza l’ansia di pubblicare contenuti.

    1. Ciao Marina e grazie per aver condiviso la tua personale esperienza. Un modo per gestire l’ansia è fare un’ottima pianificazione e ripetere a se stessi che non c’è alcun motivo per sentirsi in colpa se si decide di lasciare la community per qualche giorno senza pubblicare nuovi contenuti. Per me ad esempio, il social detox è di grande aiuto. Lo hai mai sperimentato? Fai un tentativo e poi dimmi come va.

  2. Sono prontissima
    Un anno fa ho preso la decisione di fare un passo indietro dai social per concentrarmi più sul mio lavoro, sui miei viaggi e altre attività che negli ultimi anni avevo trascurato, questo non vuol dire smettere di pubblicare ma farlo in maniera più mirata

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